Tractatus practice cantus mensurabilis…, citazione p. 204

Autore nella citazione: Aristotele; contesto: altro ruolo; l'autore è esplicitamente citato nel testo; compare nella forma: Aristoteles.
Opera nella citazione: Fisica; l'opera è esplicitamente citata nel testo; compare nella forma: primo et secundo Physicorum.
Argomento e termini correlati: Similis ante similem
Note alla citazione:

Prosdocimo difende la validità e l'efficacia della regola "similis ante similem" appoggiandosi all'auctoritas di Aristotele (primo e secondo libro della Fisica: «Secunda regula est ista, quod similis ante similem ejus nullo modo ab aliqua alia figura vel ipsius pausa vel valore quo ad totum potest imperfici, sicut maxima ante maximam, longa ante longam, brevis ante brevem, et semibrevis ante semibrevem. Ista regula probatur, quoniam dato opposito regule, et vellemus unam minimam gratia exempli in principio alicujus cantus repertam reducere ad ultimam aliquarum sex semibrevium majoris prolationis post ipsam minimam immediate sequentium, tunc nos opporteret qualibet quinque primarum semibrevium puncto perfectionis punctuare, vel ipsam minimam inter duo puncta claudere; sed cum frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora, ut vult Aristoteles primo et secundo Physicorum, et sequitur regulam nostram esse bene positam, quoniam ipsa observata talem pluralitatem punctorum abjiciemus» 
[La seconda regola è questa: che una figura simile, posta davanti a un’altra simile, non può in alcun modo essere imperfetta da nessun’altra figura né dalla sua pausa né dal suo valore, rispetto al tutto; come la massima prima della massima, la longa prima della longa, la breve prima della breve e la semibreve prima della semibreve.Questa regola si dimostra così: posto il contrario della regola, e volendo ridurre, per esempio, una minima trovata all’inizio di un canto all’ultima di alcune sei semibrevi di maggiore prolatio immediatamente successive a tale minima, allora saremmo costretti a segnare con un punto di perfezione ciascuna delle prime cinque semibrevi, oppure a racchiudere la minima tra due punti; ma poiché è vano fare con più ciò che si può fare con meno, come vuole Aristotele nel primo e nel secondo libro della Fisica, ne consegue che la nostra regola è ben fondata, poiché, osservandola, elimineremo tale molteplicità di punti.]

Citazione a cura di Francesco Rocco Rossi