Regole per il canto fermo ecclesiastico, citazione c. 5r
«canto fermo [...] è altro che un armonia, che nasce da una semplice, ed uguale prolazione dimostrata con alcuni segni, quali si chiamano note, ò posizioni, le quali, quantunque sieno con varie, e diverse figure segnate, devonsi però sempre pronunziare con misura di tempo uguale, e ciò per distinguere il canto fermo dal canto fratto, ò misto, ò figurato, quali servonsi di diversità di tempo».
Il testo cui si fa riferimento è Breve Instruttione alli giovani per imparare con ogni facilità il Canto Fermo, divisa in due parti. Nella prima s'assegnano le regole succinte d'esso Canto, col vero modo di pratticarle. Il Canto Francescano, con una regola al Chorista, per ben regger' il Choro, ed vn'altra all'Organista per lasciar in Tono con l'Organo i Canti ch' occorrono in tutto l'anno. Nella seconda si pone tutt'il Canto della Settimana Santa con quello per la Processione della Purificatione della B. V. e quattro Credi nel fine, Roma, nella stamperia di Jacomo Fei d'Andr. F. 1665